Piano di Sviluppo Forestale
Un’iniziativa nell’ambito PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 3.2 “Green Communities”
Un Piano Forestale per un territorio unico
Il Piano di Sviluppo del Settore Forestale della Green Community è sviluppato nell’ambito del progetto “GSHC – Green Smart Human Communities: Paesaggi umani sostenibili verso gli obiettivi dell’Agenda 2030”.
Il Comune di Latronico, in qualità di ente capofila, coordina la Green Community insieme ai Comuni partner con l’obiettivo di trasformare il patrimonio forestale in una risorsa gestita in modo sostenibile, capace di generare valore ambientale ed economico e di rafforzare la resilienza del territorio.
Un territorio montano, un grande patrimonio forestale
I Comuni del raggruppamento si collocano nella parte centro-meridionale della Basilicata, in un’area in larga parte classificata come montagna interna. Il contesto territoriale è definito dalla componente del Pollino e dalle valli del Sinni e del Noce, con paesaggi e assetti insediativi molto diversificati, in cui i sistemi fluviali suddividono il comprensorio in tre bacini idrografici (Sinni, Sinni–Lao, Noce).

Un patrimonio di pregio
Il territorio della Green Community si distingue per un’elevata qualità paesaggistica e ambientale, anche perché ricade nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino, e ospita emergenze storico-culturali e architettoniche che contribuiscono a definire l’identità dei luoghi. Accanto a questi elementi, è forte il legame delle comunità con il proprio territorio: tradizioni, saperi locali e una vivacità sociale che rappresentano un valore reale per la costruzione di iniziative di qualità. Proprio per trasformare questo patrimonio in opportunità stabili, il Piano evidenzia l’esigenza di una visione unitaria e di strumenti condivisi in grado di coordinare e rendere più efficaci le idee e le progettualità già presenti.
Una risorsa per il territorio
Uno dei principali punti di forza del comprensorio è la componente forestale, tra le più rilevanti della Basilicata: quasi il 60% del territorio è coperto da foreste e il coefficiente di boscosità è pari al 58%, con valori superiori alle medie regionale e nazionale. In termini complessivi si contano quasi 43.000 ettari di superficie forestale su circa 73.000 ettari di superficie territoriale, con una quota significativa di fustaie (circa 30%). Si tratta di boschi di interesse non solo produttivo, ma anche per biodiversità e funzioni turistico-ricreative, che costituiscono un’infrastruttura naturale fondamentale per il territorio e per la costruzione di filiere e servizi sostenibili legati al bosco.
Perché nasce il Piano
In contesti montani e interni come questo, lo sviluppo del settore forestale richiede di affrontare criticità strutturali: in particolare il gap di conoscenza sulle risorse, la necessità di sostenere investimenti in innovazione e trasferimento tecnologico, e la costruzione di reti di imprese come base delle filiere. Nel tempo, tali problemi hanno favorito una diffusa “non gestione” delle risorse forestali; il Piano nasce proprio per definire una strategia di rilancio con linee chiare e monitorabili.
Un quadro di riferimento unico
Realizzare un Piano Forestale di Indirizzo Territoriale (PFIT) come investimento di conoscenza “di area vasta”, basato su geodatabase, rilievi e campionamenti, utile a coordinare le scelte dei Comuni e calibrare interventi e priorità. Il PFIT è accompagnato da un percorso di pianificazione partecipata con attori locali (amministrazioni, imprenditori, associazioni) per condividere indirizzi e ridurre conflitti tra funzioni diverse del bosco.
Gestione più ordinata e verificabile
Aggiornare e redigere i Piani di Gestione Forestale comunali (PGF), strumenti obbligatori per i beni silvo-pastorali pubblici, che disciplinano utilizzazioni, usi civici, tutela dei prodotti secondari (funghi, tartufi, ecc.), prevenzione incendi, viabilità, biodiversità e protezione idrogeologica. Questi strumenti rendono la gestione più chiara e controllabile, e preparano il terreno per percorsi di qualità e certificazione.
Servizi e piattaforma digitale
Attivare una piattaforma web per ridurre le asimmetrie informative nel settore e facilitare accesso a informazioni, contatti e collaborazione tra operatori; la piattaforma prevede una sezione pubblica e una sezione ad accesso controllato con credenziali, anche per servizi dedicati. Elemento centrale è la Borsa del Legno, pensata per valorizzare qualitativamente il legname locale, favorire l’incontro domanda-offerta e sostenere la gestione collettiva della commercializzazione.